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Nota istruttoria · prot. uscita n. 0285953 del 10/07/2026

Prefettura — Ufficio territoriale del Governo di Napoli, Area IV Immigrazione, 10 luglio 2026

accoglienzaCAStermine di 90 giorniritardo nella manifestazionevulnerabilità

Oggetto

Riscontro a una richiesta di inserimento in C.A.S. per un richiedente che ha manifestato la volontà di chiedere protezione circa un mese dopo l'ingresso: la Prefettura chiede di comunicare la data di effettivo ingresso e, qualora la manifestazione sia avvenuta oltre novanta giorni da essa, gli elementi utili a rappresentare il giustificato motivo del ritardo ai sensi dell'art. 1, comma 2-bis, d.lgs. 142/2015, nonché la documentazione su eventuali condizioni di vulnerabilità ex art. 17.

Nota della Prefettura di Napoli — Area IV Immigrazione in riscontro alla richiesta di attivazione delle misure di accoglienza per un cittadino bangladese giunto in Italia il 4 giugno 2026 attraverso la rotta balcanica, che ha manifestato la volontà di chiedere protezione internazionale all'Ufficio Immigrazione e alla Commissione territoriale di Napoli via PEC, tramite avvocata, circa un mese dopo l'arrivo.

Prima di procedere alle valutazioni di competenza, la Prefettura chiede di trasmettere ulteriori elementi informativi e, in particolare:

  • la data di effettivo ingresso del richiedente nel territorio nazionale;
  • qualora egli abbia manifestato la volontà di chiedere protezione internazionale oltre novanta giorni dall'ingresso in Italia, gli eventuali elementi utili a rappresentare il giustificato motivo del ritardo, ai sensi dell'art. 1, comma 2-bis, d.lgs. 142/2015;
  • l'eventuale documentazione attestante la sussistenza di condizioni di vulnerabilità rilevanti ai sensi dell'art. 17 d.lgs. 142/2015.

La nota è significativa come prassi perché mostra il primo impiego, in sede di accesso all'accoglienza, del filtro temporale dei novanta giorni introdotto nel d.lgs. 142/2015: un criterio che opera a monte della valutazione sulle misure di accoglienza e che, nel confronto tra colleghi, è stato letto come possibile strumento di temporeggiamento istruttorio. L'indicazione operativa emersa è di evidenziare subito gli eventuali profili di vulnerabilità e di comunicare comunque la data di ingresso chiedendo l'immediato accesso all'accoglienza.

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